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La Maddalena


La maggiore delle isole dell'Arcipelago (Kmq 20) fu abitata stabilmente a partire dai primi anni del 1700, mentre il centro urbano vero e proprio iniziò a svilupparsi nel 1767, quando vi si stabilì un distaccamento militare dei Savoia per sottrarre l'isola al controllo dei pastori corsi che, fin dal 1720, si rifiutavano di riconoscere l'autorità della Corte Piemontese.
Da quel momento il centro legò il proprio sviluppo urbano ed economico alla funzione militare che andava assumendo nello scacchiere del Mediterraneo.
Solo a partire dagli anni '60 si é registrata una inversione nella linea di tendenza: lo sviluppo turistico ha impresso un nuovo ritmo all'economia locale ed ha modificato l'assetto urbanistico e architettonico dell'isola. Da caserme, forti, punti di avvistamento, cantieri e banchinamenti militari si è passati ad una preponderanza di strutture turistiche che ha inciso sul disegno complessivo dell'isola e della città.
La visita dell'isola parte da Piazza Umberto I, o Piazza Comando, a destra dell'attracco per i traghetti. Si prosegue Via Principe Amedeo, fino a incontrare l'indicazione per la panoramica che permette di allontanarsi dal centro abitato e di affacciarsi su numerosi belvedere che consentono di attardarci ad ammirare i luoghi più belli dell'Arcipelago.
Il tragitto procede in salita e mostra sulla destra le isole di Caprera e Giardinelli; più oltre, verso Nord, la strada comincia a discendere. Nel lato basso, a destra, si stagliano contro il mare grandi ammassi granitici, affiancati l'un l'altro, che preludono a Cala Spalmatore. Si tratta di una insenatura contornata da scogli tafonati che si aprono ad Est verso il mare aperto. Nel lato meridionale l'acqua verde smeraldo lambisce la spiaggia più grande.
Si prosegue e si incontra l'insenatura di Porto Lungo dove si trova, a Nord, l'approdo e il villaggio turistico di Porto Massimo. Per raggiungere il villaggio e la darsena si svolta a destra e si fiancheggia una insenatura con un fondale dalle varie colorazioni. Il porticciolo è circondato da costruzioni a più piani che si addossano ad una parete granitica. Il breve tratto di strada termina in una piazzetta.
Il villaggio è ai piedi di una collina della cui sommità lo sguardo può spaziare sui vari versanti dell'Isola e rivelare sotto un a luce nuova e di indubbio fascino i luoghi che in precedenza si erano attraversati in auto.
Rientrati sulla strada principale ci si addentra tra due colline granitiche e si prosegue verso Ovest fino a giungere in vista dell'insenatura di Stagno Torto. In questo tratto è notevole il contrasto tra il lato sinistro, dove le formazioni collinari aspre e caotiche suggeriscono l'idea del paesaggio montuoso, e la linea di costa frastagliata e morbida.
Una volta superata la deviazione a destra che conduce a Punta Marginetto, si incontrano le spiagge di Stagno Torto; la più bella è Monti di Rena (montagne di sabbia), così detta per le dune che la formano. Tutt'intorno lo spazio è occupato da cespugli e massi di granito. Di seguito si trova un'altra spiaggia.
Proseguendo si incontra, alla destra, una diramazione che porta verso Punta Cannone e Punta Abbatoggia. Le spiagge del promontorio sono tutte facilmente raggiungibili e sono dislocate su entrambi i versanti dello stesso.
Se, invece, si imbocca la diramazione a sinistra la strada conduce a Cala Maiore e alla spiaggia di Bassa Trinita, due spaziose spiagge con sabbia finissima che hanno la conformazione tipica delle dune. La rena raggiunge l'asfalto ed invade anche la zona a sinistra della sede stradale, a testimoniare la violenza delle mareggiate invernali. I fondali del mare sono verdissimi e le trasparenze sfumano gradualmente nel blu intenso che circonda, in lontananza, Santa Maria e Budelli.
In questa zona la costa è rocciosa ed alta, dall'aspetto aspro . Dopo essere tornati indietro, alla diramazione si procede a destra, inoltrandosi nella zona centrale dell'Isola. Lasciato sulla sinistra il bivio della strada proveniente dallo Spalmatore, si prosegue fino ad incontrare, sulla destra, la chiesetta della Trinità. Tutta questa zona collinare è occupata da postazioni militari.
Subito dopo, a sinistra, c'è il bivio per scendere al centro abitato. A destra, invece, si prosegue per Guardia Vecchia: il forte che occupa la parte più alta dell'isola e che gode di un'ottima vista. Altro punto panoramico è Forte dei Colmi. Lo si raggiunge proseguendo sulla strada asfaltata, dopo aver percorso un tratto in discesa con tornanti che si snodano tra grandi massi di granito.
Dopo un breve tratto di strada si raggiunge Cala Francese, una insenatura tra massi di granito dove una volta si trovava una cava di granito. Negli scogli sono ancora fissati gli anelli per l'ormeggio dei bastimenti.
Da qui la panoramica segue la linea di costa e si immette nel centro abitato dalla zona occidentale, fino a raggiungere Cala Gavetta, il porticciolo turistico dell'isola.

LE ISOLE DELL'ARCIPELAGO

L'Arcipelago è composto da ventitre isole e isolette. Un decreto ministeriale del 1995 ne ha sancito l'importanza ambientale imponendo dei vincoli ed istituendo il Parco Nazionale dell'Arcipelago de La Maddalena. Le norme di protezione adottate consentono la conservazione di uno degli ultimi habitat intatti del Mediterraneo.
In esso la macchia mediterranea, con i suoi arbusti piegati dalla forza del maestrale, si diffonde e sopravvive strappando ai graniti lo spazio vitale. Tutt'intorno ai fitti ginepri e profumati mirti le dinamiche geo-meteorologiche hanno plasmato paesaggi sorprendenti caratterizzati da fondali color smeraldo o da spiagge rosa per i frammenti di corallo, da scogli di granito dalle forme bizzarre ed affascinanti.

CAPRERA
E' collegata con l'Isola di La Maddalena dal ponte sullo stretto Passo della Moneta. E' per estensione la seconda isola dell'arcipelago. Una parte è assoggettata a servitù militari che limitano, in certa misura, il transito.
La costa orientale si presenta alta e rocciosa, interrotta da calette come Cala Brigantino e Cala Coticcio, sicuramente la più bella ma anche la più frequentata da natanti. A Sud si trova Cala Portese o, come usano dire i Maddalenini, la Spiaggia dei due mari.
In una posizione leggermente sopraelevata, rivolta verso la Corsica, c'è la Casa Bianca, I'edificio dove Garibaldi visse 26 anni e che ora è adibito a Museo.

SPARGI
L'isola ha una superficie di 4,20 Kmq, con uno sviluppo costiero di 11 Km.
Cala Corsara. È uno degli ancoraggi più ridossati e belli della zona. Sul versante occidentale della cala, nel lembo estremo della punta, si può vedere il masso di granito chiamato, per la forma impressagli dal vento, "Testa della Strega". Nelle vicinanze, un'altra forma bizzarra: uno scoglio in mezzo al mare che riproduce la testa di un buldog.
Nella parte centrale della spiaggia, sulla sabbia a ridosso del bagnasciuga, vi sono dei grandi massi, nei pressi dei quali è stato scoperto un riparo sotto roccia utilizzato nel Neolitico Antico (8000 anni fa) dai primi esseri umani che frequentarono questo territorio.

BUDELLI
Budelli ha una superficie di 1.64 kmq e uno sviluppo costiero di 9 km.
Sul versante orientale dell'isola si trova Cala di Roto, più nota come Spiaggia Rosa. Si tratta di una delle più note spiagge della Sardegna e deve il nome alla colorazione della sabbia. Il rosa dell'arenile è dovuto ai frammenti di granito ed ai microrganismi, tra i quali i coralli, depositati dal mare. Ogni inverno il mare deve ripetere il miracolo di colorare di rosa la spiaggia, data l'ottusa pervicacia con cui, ogni estate, i turisti asportano la sabbia per farne souvenirs.

SANTA MARIA
Quest'isola, con una superficie di circa 2 kmq e uno sviluppo costiero di circa 10 km, ha un aspetto diverso dalle isole limitrofe. Più pianeggiante delle altre è l'unica ad essere coltivata. Vi si trova anche una palude dove sostano gli uccelli di passo in migrazione verso l'interno della Sardegna. In un pianoro sottostante Guardia del Turco sono visibili i resti di un convento benedettino che risale al 1198 e che fu costruito da alcuni monaci provenienti dalla Corsica.
È l'unica isola dell'Arcipelago ad ospitare alcune abitazioni private.

RAZZOLI
Ha una superficie di 1.5 kmq e uno sviluppo costiero di Km 12,3.
L'isola, nel versante settentrionale, è sormontata da un faro in corrispondenza di Cala Rosario. La linea di costa in questo settore e in quello orientale si presenta alta e rocciosa, con caratteristiche dissimili da quelle delle altre isole.
Più a sud, prima di un gruppo di isolotti, si trova Cala Lunga, una profonda e stretta insenatura contornata da splendidi ammassi granitici.
La zona più bella è la meridionale, quella che si apre sul Passo Cecca di Morto che viene chiamato anche Porto della Madonna. Sono le acque più belle del mare del Nord-est Sardegna. Le isole formano una laguna dai fondali verdi e trasparenti come nessun altro; nel mezzo, qualche isolotto o scoglio ricoperto da fichi d'india; sullo sfondo, tra Razzoli e Santa Maria, c'è il Passo degli Asinelli.
Quest'ultimo è un tratto di mare largo circa 100 metri e deve il nome al fatto che per rifornire di provviste i faristi di Razzoli facevano passare gli asini su questi fondali profondi poche decine di centimetri.