Palau Porto Raphael

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Palau

Il centro abitato sorge su un leggero pendio tra il promontorio di Punta Sardegna ad occidente e Capo d’Orso a oriente.
È il punto di traghettamento con La Maddalena e le sue origini sono legate a tale funzione: alla fine del ‘700 alcune povere casupole di pastori furono utilizzate come stazione di posta per le isole. In seguito l’incremento dei traffici commerciali e, più ancora, il collegamento ferroviario con Tempio richiamarono dalle campagne numerose persone che dettero vita all’attuale agglomerato.
I dintorni ospitarono comunità nuragiche, come dimostrano i resti archeologici rinvenuti a Monti Canu, tra i quali particolarmente importanti la tomba di giganti Li Mizzani e il nuraghe Luchia
Nel XVIII sec. la linea di costa assunse un ruolo importante in chiave difensiva e diversi punti strategici tra i quali Altura e Capo d’Orso furono fortificati.
Oggi Palau è uno dei centri turistici più animati del nord Sardegna. Lungo la via principale e nei dintorni del porto sono presenti una vastissima quantità di attività commerciali e di servizi tali da soddisfare ogni esigenza. Particolarmente ricca è l’offerta di artigianato sardo e di corallo, di attrezzatura per la nautica e la pesca, di ristoranti e bar. Di notte un frequentatissimo mercato all’aperto anima il grande spiazzo del porto.
Nelle vicinanze del centro abitato si trovano punti panoramici particolarmente indicati per avere una visione d’insieme di una vasta parte di fascia costiera. Da Capo d’Orso si domina il versante orientale che abbraccia l’isola di Santo Stefano e Caprera e parte della Costa Smeralda; da Barrage si può osservare tutto il territorio di Palau sia verso il mare sia verso l’interno;da Forte Altura si spazia su tutto l’arcipelago e su tutto il versante occidentale.

PORTO RAFAEL
Tra le zone turistiche riveste particolare importanza quella di Porto Raphael. Nella parte centrale dalla chiesetta di Santa Rita si diparte un viottolo in discesa, nascosto fra alberi e cespugli, che conduce alla piazzetta che si affaccia sull’arenile. Le costruzioni a semicerchio, dall’aspetto civettuolo e animate da particolari originali, rispecchierebbero, a quanto si dice, il carattere del loro ideatore: il conte Raphael, un inglese che per primo si insediò nella zona.
Attraverso una fitta rete di stradine si può girare per il comprensorio alla scoperta di angoli suggestivi e della tipologia delle costruzioni. Tutto il territorio è dominato da massi di granito straordinariamente levigati. Molti affermano che questi sassi somiglino alle sculture di H. Moore anche se sarebbe più appropriato sostenere che siano le sculture a rifarsi alle opere della natura. Il promontorio è percorso da una dorsale granitica che termina a Punta Sardegna, ammasso granitico che strapiomba a mare di fronte all’isola di Spargi.

CAPO D’ORSO
Il colle, su cui poggia il massiccio corpo dell’Orso, è un ammasso granito che si protende nel mare ed è martoriato da cavità che si aprono tra i grandi blocchi di roccia.
La frammentazione dei massi, esplosi milioni di anni fa dal sottosuolo, e le cavità create dal lavorio degli agenti atmosferici e dei fenomeni chimici dei periodi successivi, sono ben visibili nelle immediate vicinanze dell’Orso.Tutta la collina, in ogni sua minima parte, e anche lo stesso orso, sembrano essere stati colpiti da carie inesorabili, che ne hanno sbriciolato le parti molli.
Vista dal mare, l’immobilità della roccia dell’Orso dà l’impressione della quiete, propria dell’animale che riposi o che sporga da questa straordinaria balconata per guardare il panorama. Da vicino è arcigno, pronto a sopportare ulteriori mutilazioni pur di resistere al proprio posto. È da supporre che anche gli antichi naviganti che veleggiavano da queste parti abbiano subito il fascino di tale roccia. Il geografo greco Tolomeo ne fa menzione, probabilmente senza averlo mai visto, forse per resoconti di altri viaggiatori. Prima di lui ne fa riferimento Omero, quando parla di “artacia”, la fonte dell’orso, dove i Lestrigoni (feroci giganti carnivori che divorarono una parte dell’equipaggio di Ulisse) attingevano l’acqua.

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